Vercelli: professore ai domiciliari per aver fatto sesso con un’allieva

da Miss Doll in Sesso e Dintorni

Vercelli: professore ai domiciliari per aver fatto sesso con un’allieva

Sesso con un’alunna minorenne: ora il prof. è nei guai

Insegnante a Vercelli arrestato per abuso sessuale su un'allievaEra lodato da tutti gli studenti per la sua abilità di creare un clima sereno e rilassato in classe, e per il suo approccio informale. Essendo tastierista in un gruppo musicale, voleva organizzare un laboratorio per insegnare ai suoi alunni il mestiere di tecnico del suono.

Ora l’insegnante di inglese dell’istituto tecnico di Santhià e Vercelli, di 45 anni, è agli arresti domiciliari per aver avuto dei rapporti sessuali con una studentessa di età inferiore a 16 anni o, secondo alcune fonti, più di una.

Anche se l’età del consenso si raggiunge a 14 anni, infatti, è reato anche fare sesso con una minore che ha meno di 16 anni se si è un genitore, un tutore o qualsiasi persona a cui la minorenne sia affidata per ragioni di educazione e custodia. Come, per l’appunto, un insegnante.
Nel 2009, il prof. era già finito nei guai per una relazione sessuale con una studentessa minorenne. A quei tempi insegnava in una scuola di Borgosesia, e alcuni SMS scambiati con la ragazzina lo avevano incastrato.

I precedenti inquietanti del prof.

Condannato a 4 anni di carcere, aveva ottenuto la riduzione della pena a 2 anni e 8 mesi. Una volta tornato libero, era riuscito a conquistarsi sia la riabilitazione penale per buona condotta, che la possibilità di tornare nuovamente ad insegnare. Nonostante fosse stato disposto nei suoi confronti un provvedimento disciplinare, infatti, il provveditorato agli studi lo aveva dichiarato idoneo all’insegnamento.

Dalla graduatoria, quindi, il professore era stato selezionato per ricoprire la cattedra di inglese all’Itis di Santhià, in provincia di Vercelli. La preside dell’istituto, Paoletta Picco, ha dichiarato che quando l’insegnante ricoprì la cattedra si era preoccupata per ciò che aveva trovato sul suo casellario giudiziale, ma l’Ufficio scolastico regionale le aveva comunicato che il prof. aveva comunque diritto a tornare al lavoro.
Il professore, però, era assolutamente insospettabile. La preside stessa ha dichiarato che non le aveva mai dato motivo di sospettare nulla: né gli altri insegnanti né i genitori avevano mai notato nulla di strano nel suo comportamento.

La confessione delle studentesse

Le compagne di classe di una delle vittime, però, sapevano degli atteggiamenti troppo intimi del prof. nei suoi confronti: una di loro si è confidata con i genitori, che hanno deciso di rivolgersi ai Carabinieri di Santhià, mentre l’altra, in preda al panico, ha telefonato alla stazione dei Carabinieri stessi in piena notte, di nascosto dalla sua famiglia.

Per fortuna, il luogotenente Salvatore Lobrano ed il maresciallo Michela Di Paola hanno saputo mettere le ragazzine a loro agio, raccogliendo accuratamente tutte le loro testimonianze. È emerso che diverse studentesse si sono sentite a disagio per i comportamenti troppo informali dell’insegnante, vissuti da alcune di loro come vere e proprie avances.

Nel frattempo, le intercettazioni incastravano ancora una volta il professore quarantacinquenne: sono stati trovati messaggi compromettenti e le prove di appuntamenti fuori dalla scuola tra lui e la ragazzina.

Dopo la diffusione della notizia, l’insegnante non si è più presentato a lezione, “marinando” la scuola fino alla condanna ai domiciliari.
I Carabinieri, ora, si stanno preoccupando di scoprire se gli altri insegnanti dell’istituto erano al corrente delle relazioni sessuali del collega con le studentesse oppure no.

E gli altri insegnanti? Sapevano della vicenda?

Infatti, pare che alcune studentesse, intimorite dall’eccessiva confidenza da parte del professore di inglese, si fossero rivolte ad altri insegnanti per chiedere aiuto. Ma i docenti sono pubblici ufficiali, e sono quindi tenuti a comunicare tempestivamente al Dirigente Scolastico o alle autorità qualsiasi reato o sospetto di reato.

Se così fosse, quindi, i docenti che hanno deciso di non denunciare il fatto rischiano una multa fino a 516 euro per omissione della denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale. Ma non solo: se avessero potuto evitare la violenza sessuale ma non l’hanno fatto, potrebbero finire in guai ancora peggiori.

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