Trento: ad una coppia gay non viene riconosciuta la paternità dei figli

da Miss Doll in Sessualità / Coppia / Gay / Lesbo / Sesso e Dintorni

Trento: ad una coppia gay non viene riconosciuta la paternità dei figli

Niente riconoscimento dei bimbi al secondo papà

A Trento, una felice coppia gay ha perso la sua lotta nel veder riconosciuta la paternità di entrambi i genitori nei confronti dei due figli, avuti all’estero grazie alla maternità surrogata.

I due si erano sposati in Canada, e nello stesso Paese avevano deciso di affidarsi al cosiddetto “utero in affitto”, per realizzare il loro sogno di metter su famiglia.

Una volta tornati in Italia, non restava altro che chiedere la trascrizione dell’atto di nascita dei due bimbi, rilasciato dalla Corte di Giustizia dell’Ontario. Nel 2017, la coppia gay poté gioire per una vittoria immensa: grazie all’intervento dell’avvocato Alexander Schuster, la Corte d’Appello di Trento aveva dato il via alla trascrizione del documento, per tutelare “l’interesse superiore del minore”.

Le contestazioni, però, non sono tardate ad arrivare: il sindaco di Trento ed il ministero dell’Interno hanno presentato ricorso, trascinando la vicenda della coppia gay di fronte alla Corte di Cassazione. La quale, all’inizio del mese di Maggio 2019, ha deciso che non si potrà trascrivere il nome di entrambi i papà sull’atto di nascita dei due bimbi, perché la maternità surrogata è illegale in Italia.

La coppia, tuttavia, potrà ricorrere all’adozione in casi particolari.

 

Non è il primo caso in Italia

 

In Italia, le famiglie omogenitoriali hanno finora ottenuto sia importanti vittorie sia pesanti sconfitte, a seconda della località. In linea generale, però, sembra che le coppie formate da due donne se la siano cavata meglio finora rispetto a quelle formate da due uomini.

Nel 2018, è stata Torino la prima città a registrare all’anagrafe un figlio di due mamme, grazie all’approvazione del sindaco pentastellato Chiara Appendino.

Negli ultimi anni, a Milano sono stati registrati all’anagrafe 9 figli di coppie lesbiche, ma lo stesso diritto non è stato riconosciuto ad una coppia gay.

Sempre a Milano, una mamma lesbica in pericolo di vita a causa di una complicata gravidanza plurigemellare ha ottenuto il “riconoscimento in pancia”: la moglie della donna ha potuto riconoscerli prima della nascita.

A Parma, invece, qualche mese fa due mamme lesbiche non hanno potuto coronare il loro sogno: la seconda mamma non è stata riconosciuta ufficialmente come genitore del loro bimbo. Nella stessa città, però, ad Aprile il procuratore capo Alfonso D’Avino ha presentato ricorso nei confronti di quattro atti di riconoscimento di figli di coppie lesbiche.

A Trapani, lo scorso 6 Marzo il comune non ha riconosciuto la doppia paternità ai bimbi di una coppia gay, nati all’estero.

 

Come fa una coppia gay ad avere un figlio? Si può anche in Italia?

All’estero, le opzioni a disposizione delle coppie dello stesso sesso sono tante:

 

La procreazione medicalmente assistita: inseminazione artificiale e fecondazione in vitro.

In diversi Paesi europei e negli USA le coppie lesbiche possono ricorrere a tante opzioni per coronare il loro sogno di diventare mamme: si può utilizzare l’inseminazione artificiale, procedura che prevede l’inserimento dello sperma di un donatore anonimo nell’utero di una delle due donne, oppure la fecondazione in vitro. Quest’ultima tecnica prevede che l’ovulo della mamma venga fecondato in vitro con lo sperma del donatore, e che l’embrione venga successivamente impiantato nell’utero per avviare la gravidanza.

Molte coppie lesbiche scelgono di fecondare l’ovulo di una delle due mamme, per poi impiantare l’embrione nell’utero dell’altra, in modo che il figlio abbia un legame genetico con entrambe.

In Italia, però, tutte queste procedure sono legali esclusivamente per le coppie eterosessuali.

 

La maternità surrogata.

 

E le coppie gay? In alcuni Stati d’America ed alcuni Paesi europei, due uomini che si amano possono diventare papà grazie ad una mamma surrogata: la donna, quasi sempre un’estranea, viene fertilizzata con lo sperma di uno dei due innamorati. Si può anche decidere di mischiare lo sperma dei due uomini, così sarà il caso a decidere quale dei due genitori trasmetterà il proprio patrimonio genetico al figlio, oppure di fertilizzare due ovuli, ciascuno con lo sperma di uno dei due partners, così si avranno due gemellini.

All’estero ci sono vere e proprie agenzie che mettono in contatto le madri surrogate con le coppie gay: in alcuni Paesi la donna deve “prestare” il proprio utero solo per fini altruistici, senza chiedere in cambio un compenso, mentre in altri può essere pagata, come per un vero e proprio lavoro.

In Italia, però, la maternità surrogata è illegale sia per le coppie gay che per quelle etero.

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