Sesso e disabilità: chi sono le assistenti sessuali?

da Miss Doll in Sessualità / Sessualità e Disabilità

Sesso e disabilità: chi sono le assistenti sessuali?

Anche i diversamente abili hanno diritto ad esplorare la propria sessualità!

Siamo abituati a pensare che i disabili non facciano sesso: alcuni credono che non possono farlo per colpa delle loro difficoltà fisiche, altri semplicemente non riescono ad immaginarli come esseri “sessuati”. Una parte di colpa sicuramente è dei media, che continuano imperterriti a passare a tutte le generazioni il messaggio (sbagliatissimo) che solo chi è attraente fisicamente può avere una sana vita sessuale.

Eppure la libido, il bisogno di contatto fisico e di coccole ci riguarda tutti, compreso chi è meno fortunato. Anche la Dichiarazione dei Diritti Sessuali, rilasciata dalla World Association for Sexual Health nel 2013, ha sancito che l’erotismo è un diritto di tutti.

Non a caso, è da decenni se non addirittura secoli che le madri e i padri di ragazzi disabili organizzano incontri tra il figlio e le sex workers, per limitare il disagio sessuale del giovane. Non solo: nei forum dedicati alla disabilità si leggono spesso storie di madri costrette ad aiutare il figlio diversamente abile a masturbarsi.

All’estero, però, le “assistenti sessuali” per i disabili sono una realtà: in diversi Paesi non sono prostitute, bensì operatrici con un particolare percorso educativo alle spalle che permette loro di approcciare nel modo corretto una situazione tanto delicata.

Scopriamo più nel dettaglio quali sono i Paesi in cui esiste questo servizio.

 

Le assistenti sessuali in Svizzera

 

In Svizzera, gli accarezzatori e le accarezzatrici professionali offrono conforto, tenerezza e, perché no, sensualità alle persone portatrici di handicap. Nel 2012 sono stati rilasciati i primi 10 diplomi a caresseurs di professione, e da allora molti “clienti” con disabilità arrivano persino dall’Italia del Nord o dalla Francia per usufruire dei loro servizi.

Queste ragazze e questi ragazzi hanno affrontato due anni di formazione per poter portare una nuova dimensione del benessere nel mondo della disabilità, e sono stati selezionati in base a severi requisiti di idoneità, tra cui quello di non vivere soltanto del lavoro di assistente sessuale.

Sono quasi tutti in coppia o sposati, e non sempre offrono un rapporto sessuale completo.

 

Le sex surrogates in Germania

 

In Germania le sexualbegleitung, cioè le assistenti sessuali per le persone con disabilità, sono presenti fin dagli anni Ottanta. la loro attività è parzialmente regolamentata, e si è parlato addirittura di rendere i loro servizi gratuiti per gli utenti più bisognosi.

Qualche tempo fa, un’assistente sessuale tedesca ha parlato del suo lavoro su Reddit, suscitando tantissima curiosità e centinaia di commenti. Ha spiegato che lavora per un’agenzia, che non ha ricevuto nessun training particolare e che, ai suoi amici, racconta di essere una “studentessa”.

 

Sesso e disabilità nel Nord Europa

Anche i Paesi Bassi sono stati tra i primi a riconoscere il diritto dei disabili alla sessualità, ed offrono la possibilità di ottenere i servizi delle caresseurs in forma gratuita, a carico del welfare. In ogni caso, i cittadini diversamente abili possono utilizzare i soldi del loro sussidio finanziario anche per pagare le sex workers. Ciò non stupisce, visto che nei Paesi Bassi la prostituzione è legale!

L’associazione Flekszorg, che si occupa del benessere sessuale dei diversamente abili, ha circa 1500 “clienti”, tra cui il più vecchio ha 104 anni!

In Olanda il servizio sanitario nazionale arriva a finanziare le prestazioni delle assistenti sessuali 12 volte l’anno.

 

E in Italia?

 

Nel nostro Paese il web designer Max Ulivieri si è battuto per i diritti sessuali dei diversamente abili fino a quando, nel 2014, è stato presentato un disegno di legge che prevedeva l’istituzione di un elenco degli assistenti sessuali per ogni Regione. Inutile dire, però, che in un Paese bigotto come il nostro quel disegno di legge non è mai entrato in vigore.

Ulivieri, però, non si è fermato, ed ha fondato il comitato LoveGiver, che si occupa di formare adeguatamente le assistenti sessuali per poi metterle a disposizione dei diversamente abili.

I servizi che le Love Givers offrono agli utenti comprendono l’educazione alla sfera sessuale a tutto tondo: si insegna ai disabili a masturbarsi, anche attraverso l’uso dei sex toys, e si fa loro capire come funziona il sesso con foto e video.

Nella fase finale dell’incontro ci può essere intimità tra l’assistito e la Love Giver, ma nessun rapporto sessuale completo. Inoltre, si mette bene in chiaro fin dall’inizio che l’operatrice non va considerata una fidanzata.

In questi giorni la Rai sta mandando in onda “Il Corpo dell’Amore”, una serie di quattro mini film che raccontano l’operato di queste assistenti sessuali.

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