Prato, arrestata un’insegnante privata che faceva sesso con l’allievo 13enne

da Miss Doll in Sesso e Dintorni

Prato, arrestata un’insegnante privata che faceva sesso con l’allievo 13enne

“Per me sei la mia malattia e la mia cura, voglio fare sesso con te…”.  

“Ci guadagni un culo da scop***, e non ti vedi l’errore dei tuoi 14 anni”.

“Se mi lasci dico a tutti che [il bambino, ndr.] è figlio tuo…”.

Questi sono solo alcuni dei messaggi ossessivi che un’operatrice socio sanitaria di Prato, 31enne, inviava ad un ragazzino a cui aveva dato ripetizioni private, ora 15enne.

I fatti risalgono al momento in cui il minore in questione aveva solo 13 anni, ed era solo insieme all’insegnante privata, un’amica di famiglia. Stanco e con un forte mal di testa, si adagia sul letto e la donna, che a quanto pare non aspettava altro, abusa di lui.

Da quel momento, nasce una relazione sessuale alquanto tormentata tra i due: lui vorrebbe interrompere la frequentazione con la prof. per dedicarsi con maggiore serenità ai suoi impegni scolastici, mentre lei continua ad ossessionarlo, minacciando addirittura di togliersi la vita.

Ma cominciamo a raccontare dall’inizio la storia della gravidanza della prof…

 

“Visto come gli assomiglia?”. La prof. non si faceva alcun problema a dire a tutti che il bimbo era nato da una relazione extraconiugale

 

In città, tutti sapevano della relazione tra l’insegnante privata ed il ragazzino ma, soprattutto, tutti sapevano che quel bimbo, nato nell’agosto 2018, era frutto di una relazione extraconiugale.

Secondo quanto riportato dalla stampa, infatti, era lei stessa a vantarsi tra amici e conoscenti della somiglianza tra il bimbo ed il suo ex allievo.

A un certo punto, la signora annuncia su Facebook la sua gravidanza e l’adolescente, preoccupato del fatto che avrebbe potuto essere il padre del bambino, la contatta, chiedendole informazioni in merito. All’inizio, la 31enne afferma che il nascituro è figlio del marito ma poi, a gravidanza avanzata, si rimangia tutto, confessando al ragazzo che il figlio è suo. L’ex allievo le chiede di abortire, ma è troppo tardi.

 

L’ossessione della donna per il ragazzino, le minacce e i ricatti

 

L’insegnante privata messaggia continuamente l’ex allievo, anche in orario scolastico, per chiedergli incontri a sfondo sessuale.

Quando lo vede sorridente su Facebook con una sua coetanea, di cui forse è innamorato, reagisce con una gelosia stizzosa: “Ora so per certo che ami una persona, quindi...[ ...] non capisco se tu ami questa, cosa tu ci faccia da me, veramente… ”.

Più il ragazzo tenta di chiudere il rapporto, più lei diventa ossessiva, fino al punto di minacciarlo che si sarebbe suicidata se lui avesse rotto la relazione.

“Lo farò ben bene”, gli scrive in chat, “prima prenderò i farmaci, poi mi inietterò aria nelle vene…”. “Starai male quando morirò, allora capirai che mi ami”.

L’adolescente, terrorizzato, si sente quindi costretto a proseguire la relazione sessuale, per evitare di averla sulla coscienza. A un certo punto, però, la donna comincia ad utilizzare il bambino stesso come arma per ricattare l’adolescente: lo porta nella palestra frequentata sia dall’ex allievo che dal suo primogenito, scatenando le ire del ragazzino.

Ecco, allora, che i due stipulano un “accordo”: se il 15enne continuerà ad avere rapporti sessuali con l’insegnante privata, lei non porterà più il neonato in palestra.


L’inchiesta

È la madre del ragazzo a lanciare l’allarme: vedendolo costantemente agitato e taciturno, riesce a farsi dire la verità, con l’aiuto della sua istruttrice di karate.

La 31enne ammette di aver avuto rapporti sessuali con l’ex allievo, ma non prima che lui avesse compiuto 14 anni: la legge, infatti, prevede che quella sia l’età del consenso, superata la quale si ritiene che il minore abbia la capacità di decidere in autonomia se partecipare al rapporto sessuale o meno.

Versione, tuttavia, che viene smentita ben presto dalle indagini: le chat scambiate tra i due hanno confermato che “la prima volta” è avvenuta quando il ragazzo aveva soltanto 13 anni.

L’esame del DNA ha confermato che il padre del bimbo è realmente l’ex allievo, anche se il marito della donna lo aveva già riconosciuto come proprio.

Si è scoperto che l’insegnante privata frequentava siti pedopornografici ed amava chiacchierare con ragazzini poco più che adolescenti. Pare addirittura che abbia messaggiato con altri minorenni su Facebook.

Accusata di violenza sessuale per induzione, a causa delle sue ripetute minacce nei confronti del ragazzo, oggi è agli arresti domiciliari.

Il marito della donna, invece, è indagato per “alterazione di stato”, cioè per aver dichiarato che il bimbo era suo mentre era perfettamente al corrente che, al contrario, era figlio dell’ex allievo della moglie.


 

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