Lo Squirting: 4 ipotesi e nessuna certezza

da La Scatola dei Giochi in Sessualità / Coppia / Masturbazione / Orgasmo / Zone Erogene

Lo Squirting: 4 ipotesi e nessuna certezza

Da molto tempo ormai il fenomeno dello squirting o eiaculazione femminile ha raggiunto una grande popolarità, divenendo una sorta di mito leggendario, grazie certamente alla diffusione e utilizzo di siti non tipicamente scientifici, ma anche perché la medicina non è ancora riuscita ad identificarne con certezza le cause.

Alcune donne, probabilmente più di quante si possa pensare, producono una fuoriuscita notevole ed involontaria di liquido dall’uretra, tipicamente nel momento dell’orgasmo e questo solitamente è vissuto con appagamento da parte della donna stessa, ma anche dal partner, quale conferma di una buona performance. 

Attualmente, questa reazione è notevolmente dibattuta nel mondo scientifico, comunque, pur essendo molto difficile da stimare, si ritiene che dal 10 al 40% delle donne abbia fatto esperienza occasionalmente o regolarmente di questa “magia” sessuale.

L’esatta natura del fluido prodotto, che normalmente è trasparente e inodore, ma può anche essere opaco e con una consistenza gelatinosa, non è però affatto chiara in quanto le ipotesi maggiormente dibattute sono 4:

  • - iperlubrificazione vaginale
  • - secrezione delle ghiandole di Bartolino
  • - secrezione delle ghiandole di Skene (prostata femminile)
  • - minzione involontaria per iperfunzionamento del detrusore vescicale

L’iperlubrificazione vaginale potrebbe essere plausibile, ma la tipicità del fluido e la coincidenza con l’orgasmo lasciano qualche perplessità.

Le ghiandole di Bartolino (o Bartolini) potrebbero essere più accreditabili in quanto durante l’orgasmo femminile e similmente all’eiaculazione maschile, l’intervento di alcuni muscoli produce l’espulsione da parte di queste ghiandole di una piccola quantità di liquido denso e trasparente. Originariamente si riteneva che questo liquido servisse alla lubrificazione vaginale, ma studi più recenti hanno dimostrato che la lubrificazione  è dovuta a secrezioni prodotte più a monte nella vagina. La funzione di queste ghiandole è tutt’ora in studio e, probabilmente, sono semplicemente l’equivalente femminile ancestrale delle ghiandole bulbouretrali maschili.

Per quanto concerne le ghiandole di Skene, simili per funzionalità a quelle di Bartolino, va detto che già nel 2002 alcuni ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila, le indicarono quali possibile causa dell’eiaculazione femminile, perché hanno un’anatomia estremamente variabile e spesso sono parzialmente atrofiche, spiegando così il motivo per cui non tutte le donne possono arrivare allo squirting.

L’ultima ipotesi, quella della contrazione del muscolo detrusore vescicale, pare attualmente quella meno accreditata, soprattutto perché il fluido prodotto non è evidentemente urina. Infatti, i fluidi secreti durante l’eiaculazione femminile hanno una composizione simile al liquido prodotto dalla ghiandola prostatica maschile e contengono gli stessi marcatori biochimici. Si ipotizza in tal caso che possa trattarsi di una condizione alterata dell’urina nella sacca vescicale, ma nulla in tal senso risulta dimostrato.

Queste sono attualmente le ipotesi più accreditate da un punto di vista fisiologico, ma cosa accade a livello psicologico alle donne che lo sperimentano durante un rapporto sessuale?

Dai dati di una ricerca condotta online nel 2013 dai ricercatori dell’ospedale di Rudolfdtiftung di Vienna, emerge che il 78,8% delle donne considera il proprio squirting un’arricchimento del rapporto sessuale e lo 0,6% ritiene la sua mancata manifestazione una patologia, mentre il 7,2% afferma che talvolta desidera che non accada. Il 90% dei partner considera assolutamente positivo lo squirting, mentre solo lo 0,6 ne ha una visione negativa.

Va detto e ribadito, per chi ne avesse dubbio, che non arrivare allo squirting non è mai una patologia, ma semplicemente una personale (e maggiormente diffusa) caratteristica fisiologica.

Molti passi sono stati dunque fatti negli ultimi anni nello studio e nell’approfondimento delle ipotesi a riguardo, ma rimane evidentemente ancora molta strada da fare per comprenderne l’effettiva natura ed origine.

E’ bene ricordare infine che normalmente lo squirting non avviene con la penetrazione, bensì con la stimolazione manuale. Potete quindi anche provare da sole e vedere che succede. Sarà comunque divertente. In ogni caso, da sole o no, l’importanza dei preliminari e dell’aumento del livello di eccitazione, restano come sempre fondamentali.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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